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Arricchimento ambientale, Interagire nel modo corretto

Riposare e dormire

sonno

Riposare e dormire sono bisogni molto importanti, che vanno rispettati.

Quando un gatto riposa o dorme non va disturbato ma va lasciato tranquillo, finché non sarà lui a svegliarsi e cercare l’interazione.

Dormire ha un effetto benefico sulla mente e sul corpo, in modo particolare nei cuccioli e nei gatti anziani.

Il cucciolo con il sonno fissa nel suo cervello tutte le informazioni, che avrà “immagazzinato” durante le ore sveglie. Il cucciolo può arrivare a dormire fino a 20 ore o più al giorno, mentre un gatto adulto dorme/riposa in media circa 16-18 ore al giorno.

Il gatto dorme maggiormente nelle ore diurne, perché etologicamente il crepuscolo e la notte sono destinati alla caccia.

Micio quando dorme/riposa è vulnerabile, per questo sceglie postazioni in alto o comunque nascoste.

E’ bene mettere a sua disposizione delle cucce sopra mensole o mobili e con delle copertine con il suo odore, così facendo si permette al gatto di scegliere il posto dove si sente più sicuro.

L’abitudine a “disturbarlo” mentre riposa/dorme:

  • gli provoca nel tempo problemi fisici e psicologici (lo rende nervoso, insicuro, pauroso, mentre nel cucciolo può sviluppare iperattività o ipoattività)
  • va a minare il rapporto di fiducia verso il suo umano e verso l’ambiente in cui vive.

Prendete l’abitudine di “regalare” al gatto degli indumenti vecchi da mettere nelle cucce (meglio se questi indumenti sono stati prima indossati da voi!). Saranno dei regali molto apprezzati dal micio.

 

(Articolo scritto per Zampa Vacanza Blog e pubblicato a novembre 2018)
Il rapporto con la lettiera

Quando il gatto fa i bisogni in giro

pipì

I bisogni in giro (pipì e feci) possono dipendere da diversi motivi:

1. Problemi di salute

2. Cattiva gestione della lettiera

3. Problema comportamentale

Mai sgridare il gatto, perché non sta facendo un dispetto.

L’animale sta vivendo una situazione difficile ed agendo in quel modo sta cercando di manifestare il suo disagio all’umano di riferimento, per questo non va mai sgridato.

La prima cosa da fare è portare il gatto dal veterinario, per verificare che il suo comportamento non dipenda da problemi di natura fisica e quindi poter escludere il punto 1.

Secondo step valutare se la gestione della lettiera viene fatta nel modo corretto (leggere l’articolo dello scorso mese su “La gestione corretta della lettiera”) per poter escludere anche il punto 2.

Analizzate e scartate le prime due casistiche va affrontato il punto 3, ossia il problema comportamentale. Le cause che provocano questa reazione nel gatto possono essere diverse. E’ bene contattare un esperto del comportamento e della psicologia del gatto che, dopo aver raccolto una serie di informazioni e valutato il gatto ed il contesto, darà delle indicazioni da seguire per cercare di aiutare il gatto ed il suo umano a risolvere questa problematica.

 

(Articolo scritto per Zampa Vacanza Blog e pubblicato a ottobre 2018)
Il rapporto con la lettiera

La corretta gestione della lettiera

foto lettiera

Il gatto in natura copre i suoi bisogni per non far sentire il suo odore da un possibile predatore. E’ istintivo per tutti i gatti mettere in atto questo comportamento.

In casa la lettiera va posizionata in zone tranquille, appartate, sempre accessibili e lontano dalle ciotole.

Le lettiere vanno controllate almeno due volte al giorno, di norma va prevista come minimo una lettiera per gatto. Quando i gatti presenti in casa sono diversi, si deve arrivare ad un compromesso con il numero delle lettiere, ma proprio per questo cercare di pulirle più spesso durante il giorno.

Ogni 3-4 settimane vanno svuotate completamente, lavate, sciacquate bene, asciugate ed infine va rimessa nuova sabbietta.

In commercio ci sono lettiere di diverse dimensioni e forme, con o senza coperchio, sabbiette assorbenti o agglomeranti. E’ bene provare all’inizio più soluzioni, per poter scegliere quella più adatta alle esigenze caratteriali e fisiche del gatto.

Una lettiera sporca e con un cattivo odore non sarà invitante all’uso…

La scorretta gestione della lettiera può essere una delle cause, che porta il gatto a fare i suoi bisogni in giro.

 

(Articolo scritto per Zampa Vacanza Blog e pubblicato a settembre 2018)
Arricchimento ambientale

L’importanza di fare le unghie

Immagine1

Graffiare per un gatto è un bisogno istintivo.

Quando micio graffia:

  • elimina lo strato esterno vecchio dell’unghia (curiosità: l’unghia del gatto non è come quella umana, ma è la parte finale dell’ultima falange)
  • fa ginnastica, stirando i muscoli
  • lascia il messaggio “in questa casa/territorio vivo io”.

Ha necessità di fare le unghie sia su superfici verticali che orizzontali; è bene quindi mettergli a disposizione dei supporti adatti. In commercio ci sono tanti tipi di tiragraffi, quelli semplici a colonna, quelli a forma di onda, quelli abbinati a giochi e/o cucce, palestre. Provate a dare al gatto degli scatoloni, vedrete quanto si divertirà sia a giocarci che a graffiarli!

Quando il gatto rovina mobili e divani, il più delle volte è perché o sono assenti i supporti giusti o sono posizionati in posti etologicamente non corretti; i luoghi più adatti sono:

  • nei punti di passaggio (vicino a porte/finestre),
  • dove solitamente micio va a dormire (perché è un’attività che fa appena si sveglia),
  • in salotto (il luogo dove si svolge l’attività sociale).

Se il gatto non apprezza un nuovo tiragraffi, provate a renderglielo interessante attraverso il gioco.

 

(Articolo scritto per Zampa Vacanza Blog e pubblicato ad agosto 2018)

 

Interagire nel modo corretto

Relazionarsi nel modo corretto con il gatto

coccole

Quando ci si relaziona con il gatto spesso vengono fatti degli errori in buona fede, ma che creano ansia e timore nel micio e che con il tempo potrebbero minare il rapporto che abbiamo con lui.

Bisogna considerare:

  • la grandezza del nostro corpo; quando ci approcciamo al gatto dovremmo cercare di abbassarci e di fare dei movimenti lenti, mai piegarci sopra di lui (perché sarebbe interpretato come una minaccia, in quanto il gatto è un predatore ma è anche una preda).
  • la rumorosità della nostra comunicazione verbale; cercare di avere un tono di voce basso e di parlare in modo tranquillo
  • la coerenza delle nostre azioni con il nostro stato d’animo; il gatto è un animale empatico ed a volte le nostre azioni e le nostre emozioni sono contraddittorie.

Bastano quindi pochi accorgimenti per riuscire a comunicare con lui in modo corretto, trasmettendogli un messaggio positivo.

Mai accarezzare il gatto contro pelo. Le parti del corpo dove preferisce le carezze sono: in testa, sulle guancie, sotto il mento, lungo i fianchi, ossia le parti del corpo che usa per strusciarsi su oggetti e persone. Toccarlo in modo delicato e lento e non esagerare nella durata, perché micio si potrebbe stancare. Cosa importante alcuni tessuti dei vestiti potrebbero creare un effetto elettrostatico sul suo pelo e questo renderebbe le carezze alquanto fastidiose.

Mai forzare il gatto a fare qualcosa che non vuole, ma aspettare che sia lui a cercare l’interazione (coccola o semplice condivisione della stanza). Il gatto è un animale sociale e quindi ha bisogno di poter relazionarsi con gli altri membri nel nucleo familiare, umano e non, ma nel rispetto dei suoi tempi e spazi.

 

(Articolo scritto per Zampa Vacanza Blog e pubblicato a luglio 2018)
Interagire nel modo corretto

Giocare nel modo giusto

Il gioco è un’attività molto importante, perché permette di aumentare la fiducia del gatto e di alleviare il suo stress; il gioco riesce a combinare sia l’aspetto mentale che quello fisico. Bisogna utilizzare una serie di oggetti adatti a stimolare l’istinto predatorio, oggetti che possono essere usati sia per un gioco individuale e sia sociale (tramite anche l’intervento dell’umano). I giocattoli si dividono in due categorie: interattivi (da fare insieme) e solitari (da usare da solo). Attraverso il gioco si crea e si consolida il legame con il proprio gatto, ma va fatto nel modo corretto:

-variare i tipi di giocattoli (ogni gatto ha dei giochi preferiti)

-osservare le preferenze di caccia di ogni gatto.

-alternare i movimenti, veloci e lenti (il gatto si attiva con il movimento)

-utilizzare posti come pavimento, poltrona, tavolo, per creare dei nascondigli e degli spazi scoperti affinché il gioco/preda possa sparire e riapparire e stimolare quindi il gatto a pianificare il suo attacco

-lasciare che il gatto catturi la sua preda (e lasciarlo interagire in autonomia a conclusione della sessione di gioco)

-facoltativo: offrire un cibo dopo la sessione di gioco (se non si vuole dare del cibo aggiuntivo al gatto, si può programmare le sessioni di gioco prima della cena e far sperimentare così la caccia prima del pasto.)

-conservare i giocattoli interattivi in un luogo sicuro (la loro presenza costante diminuisce l’interesse del gatto verso di essi).  

Nel gioco è il gatto che decide quando giocare e per quanto tempo. E’ importante rispettare i suoi ritmi e le sue voglie senza cercare di forzarlo a giocare. Le sessioni di gioco non dovranno superare i 5-15 minuti ed è bene farlo giocare almeno per mezz’ora al giorno.

Dopo una giornata di lavoro stressante cosa può essere più rilassante e benefico del giocare con il proprio gatto?

(Articolo scritto per Zampa Vacanza Blog e pubblicato a giugno 2018)
gioco

 

Operatore Certificato

Introduzione al mio lavoro…

La Comunicazione Naturale Gatto – Uomo si basa sul rispetto delle caratteristiche etologiche del gatto e sull’utilizzo da parte dell’uomo della comunicazione corporea ed empatica per creare un’interazione naturale e spontanea, che lasci libertà di azione a tutti i partecipanti e che metta il gatto nella condizione di esprimere liberamente la sua natura.
Il mio obiettivo quindi è migliorare la qualità della convivenza tra l’essere umano ed il gatto nei vari contesti della vita quotidina.

Ho acquisito:

  • Una conoscenza approfondita delle caratteristiche etologiche del gatto (Felis catus).
  • Una conoscenza approfondita delle modalità comunicative del gatto (Felis catus) e delle modalità di interazione consapevole tra gatto ed essere umano.
  • Una conoscenza approfondita di strumenti di valutazione della condizione di stress psicologico nell’animale gatto (Felis catus), quali ad esempio il Cat Stress Score elaborato da Sandra McCune nella versione di Kessler e Turner.
  • Una conoscenza approfondita delle dinamiche sociali nelle colonie feline naturali e artificiali.
  • Una conoscenza approfondita delle seguenti ulteriori tematiche: crescita e sviluppo del gatto nei primi mesi di vita, la relazione madre-figli, la maternità condivisa e la crescita nel gruppo sociale, l’individualità e l’unicità di ogni singolo soggetto, l’influenza del contesto nello sviluppo psico-fisico del gatto, la relazione tra l’uomo ed il gatto nella sua naturalità di espressione, destrutturazione della visione antropomorfica del gatto, l’alimentazione naturale del gatto come aspetto fondamentale da comprendere e rispettare nella convivenza quotidiana.

Posso operare nei seguenti ambiti:

  • Intervento familiare in situazioni di convivenza problematica tra il gatto e l’essere umano.
  • Consulenza pre e post adozione.
  • Intervento presso gattili o rifugi con l’obiettivo di seguire il recupero psicologico di gatti con particolari necessità.
  • Presenza stabile all’interno di gattili o rifugi con l’obiettivo di seguire le condizioni di salute psicologica dei gatti ospiti, attuando interventi mirati basati sulle necessità di specie e del singolo individuo.
  • Gestione e cura di colonie feline naturali o artificiali, con particolare attenzione al rispetto delle necessità e caratteristiche etologiche specie-specifiche, in collaborazione con gli enti statali preposti al controllo delle colonie feline sul territorio.
  • Collaborazione con ambulatori veterinari con l’obiettivo di facilitare l’esperienza della visita veterinaria al gatto e fornire ai proprietari dell’animale le indicazioni necessarie per migliorare la convivenza con il proprio gatto. Tale attività può evolversi in un intervento familiare a domicilio laddove l’Operatore e il medico veterinario, di comune accordo, lo ritengano necessario.
  • Interventi per la risoluzione di difficoltà comportamentali dell’animale gatto, sia in condizioni di vita domestica che in condizioni di vita all’aperto.Attività di supporto a medici veterinari, comportamentalisti, etologi, con il ruolo di monitorare lo stato psicologico ed emozionale dell’animale e, se necessario, realizzare interventi mirati in accordo con gli altri professionisti coinvolti con lo scopo comune di aiutare l’animale a migliorare la propria qualità di vita.